A Curcuris il film documentario su Giulio Regeni
Venerdì 28 agosto alle 21:30, in Piazza Santa Maria, una proiezione gratuita dedicata alla vicenda del giovane ricercatore italiano e alla lunga ricerca della verità
La storia di Giulio Regeni continua a interrogare l’Italia. A dieci anni dalla sua morte, Curcuris dedica una serata pubblica al film-documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, diretto da Simone Manetti e incentrato sulla ricostruzione dei fatti e sulla battaglia condotta dalla famiglia.
Una serata di cinema e memoria
L’appuntamento è per venerdì 28 agosto alle ore 21:30, in Piazza Santa Maria, nell’ambito del Festival Comunitario 2026.
L’ingresso è gratuito e non è necessaria la prenotazione.
Informazioni: +39 0783 91751
Giulio Regeni e una vicenda ancora aperta
Giulio Regeni, 28 anni, era un dottorando dell’Università di Cambridge impegnato al Cairo in una ricerca sui sindacati indipendenti egiziani. Scomparve il 25 gennaio 2016; il suo corpo, con evidenti segni di tortura, venne ritrovato pochi giorni dopo.
Il documentario ripercorre il sequestro, le indagini, i depistaggi e il successivo percorso giudiziario, intrecciando immagini d’archivio, documenti e testimonianze dirette.
Non si tratta di un film di finzione: al centro del racconto compaiono soprattutto i genitori Paola Deffendi e Claudio Regeni e l’avvocata Alessandra Ballerini, protagonisti della lunga battaglia per ottenere verità e giustizia.
Lo sguardo di Simone Manetti
Simone Manetti, regista e documentarista già autore di opere dedicate a vicende reali e temi civili, sceglie un registro sobrio, lasciando che siano i fatti e le testimonianze a costruire il racconto. Il film, scritto da Emanuele Cava e Matteo Billi, ha ricevuto nel 2026 il Nastro della Legalità.
La proiezione di Curcuris offre così l’occasione per conoscere più a fondo una vicenda che, oltre alla sorte personale di Giulio Regeni, continua a porre questioni irrisolte sulla libertà della ricerca, sull’esercizio del potere e sui limiti entro i quali uno Stato può sottrarsi all’accertamento delle proprie responsabilità.
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